Posted on 28 maggio 2009 by

Il futuro dei giornali nell’era del web, ovvero come uscire dalla crisi

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L’ Euro­pean Jour­na­lism Obser­va­tory ha rila­sciato pochi giorni fa i risul­tati di una desk research sul futuro dei gior­nali e del gior­na­li­smo ai tempi di internet.

Come ripor­tato nella pre­fa­zione al rap­porto, la ricerca ana­lizza quanto acca­duto nel corso del 2008, gli effetti dell’attuale crisi eco­no­mica sullo stato di salute dei gior­nali e il rap­porto di que­sti ultimi con le con­trad­di­zioni sol­le­vate dal mer­cato dell’informazione online. In par­ti­co­lare si tende ad indi­vi­duare i costi asso­ciati alla stampa e al web veri­fi­cando quali ipo­tesi di svi­luppo sono pos­si­bili in base ai fon­da­men­tali eco­no­mici legati all’uno e all’altro modello di produzione.

L’attualità del tema ne fa una let­tura for­te­mente rac­co­man­data a chiun­que si occupi di comu­ni­ca­zione, come ero­ga­tore, frui­tore o inve­sti­tore.

Giornali come uscire dalla crisi

Con­cen­tre­rei l’attenzione sulle dina­mi­che descritte all’interno del rap­porto con spe­ci­fico rife­ri­mento al nostro paese riman­dan­dovi ine­vi­ta­bil­mente alla let­tura com­pleta per gli oppor­tuni appro­fon­di­menti e le inte­res­santi com­pa­ra­zioni effet­tuate con gli altri paesi euro­pei e gli spe­ci­fici rife­ri­menti a modelli di busi­ness solo on line [fon­da­men­tal­mente non soste­ni­bili] ed all’ipotesi dei micro­pa­ga­menti.

Dal 2001 ad oggi il calo delle ven­dite di quo­ti­diani nel nostro paese è stato supe­riore al 20% [circa 1.500.000 copie in meno] al quale cor­ri­sponde una chiu­sura di 6mila edi­cole pari al 17% del totale dei punti ven­dita. La libe­ra­liz­za­zione non è stata dun­que una solu­zione e non ha por­tato alcun miglio­ra­mento alla ven­dita dei gior­nali; i pro­blemi – come noto ai più – sono altri.

Nello stesso periodo l’incidenza dei ricavi pub­bli­ci­tari per i quo­ti­diani è scesa dal 58% a meno del 50% del fat­tu­rato totale. Anche in que­sto caso la moder­niz­za­zione degli impianti di stampa ed il pas­sag­gio gene­rale al colore non sono stati ele­menti suf­fi­cienti a recu­pe­rare com­pe­ti­ti­vità ed inte­resse verso gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari che hanno pre­fe­rito altri media.

Così come in altre nazioni, anche in Ita­lia gran parte del pub­blico è orien­tato verso modelli con­ver­genti del con­sumo di media, e da un’informazione uni­di­re­zio­nale si sta pro­gres­si­va­mente sem­pre più spo­stando verso una mol­te­pli­cità di fonti infor­ma­tive, inter­net incluso ovvia­mente. Appare dun­que quasi tau­to­lo­gico con­sta­tare come i distinti media non siano dun­que alter­na­tivi bensì com­ple­men­tari.

La com­ple­men­ta­rietà dei mezzi, con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai quo­ti­diani ed al web, è una delle pecu­lia­rità del nostro paese che regi­stra la più alta inci­denza dei quo­ti­diani online come fonte di infor­ma­zione rispetto a paesi come Spa­gna, Fran­cia, Ger­ma­nia e Gran Bretagna.

Piramidi mediali in europa

Agli aspetti legati alla comu­ni­ca­zione ed al gior­na­li­smo, sui quali ci siamo sof­fer­mati, il rap­porto aggiunge la visione sugli ambiti orga­niz­za­tivi e distri­bu­tivi degli edi­tori di quo­ti­diani, ana­liz­zan­done le carenze e for­nendo inte­res­santi spunti di rifles­sione e svi­luppo tutti da appro­fon­dire. Sono que­sti aspetti copri­mari nello sviluppo/rilancio dell’editoria, rela­ti­va­mente ai quali ahimè non siamo riu­sciti a tro­vare trac­cia né nella docu­men­ta­zione uffi­ciale dif­fusa recen­te­mente né nei discorsi degli editori.

Se pre­fe­rite, la sin­tesi del docu­mento viene ripor­tata testual­mente da LSDI, anche se, come dicevo, le ricer­che vanno lette ed interpretate.

Buona let­tura.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente è temporary manager come social media editor de «La Stampa» . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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