Posted on 14 maggio 2009 by

Basi per la stratificazione della clientela

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All’interno di que­sti spazi si è scelto di con­cen­trare il dibat­tito su di un tema spe­ci­fico che fon­da­men­tal­mente sin­te­tiz­ze­rei in:

L’editoria del futuro ed il futuro dei giornalai.

Per que­sto motivo provo ad entrare pro­gres­si­va­mente in pro­fon­dità negli argo­menti pro­po­sti che ruo­tano intorno alla filiera editoriale.

Il discorso intra­preso sulla stra­ti­fi­ca­zione della clien­tela ritengo sia uno dei punti car­dine da appro­fon­dire progressivamente.

Attual­mente su oltre 35mila edi­cole pre­senti sul ter­ri­to­rio sola­mente 2500 sono infor­ma­tiz­zate. Spazi ristretti, soft­ware miglio­ra­bili e, non ultimo, il digi­tal divide che con­ti­nua a pena­liz­zare l’ Ita­lia dei mille cam­pa­nili, sicu­ra­mente i motivi prin­ci­pali di que­sta arre­tra­tezza che evi­den­te­mente risulta pena­liz­zante per l’intero sistema edi­to­riale nel suo complesso.

Nono­stante que­sti ed altri limiti strut­tu­rali – sui quali è ovvia­mente neces­sa­rio inter­ve­nire – sus­si­stono aree di miglio­ra­mento pra­ti­ca­bili sin d’ora.

Per que­sto ho ripreso ed adat­tato alcune sli­des [poche] rea­liz­zate diverso tempo fa. Dia­po­si­tive basi­che, forse – se non cer­ta­mente – brutte gra­fi­ca­mente che però ritengo pos­sano costi­tuire la base minima indi­spen­sa­bile per costi­tuire un approc­cio inte­grato sul tema al quale si riferiscono.

Insomma, la spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia ed è in quest’ottica che vi porgo la sot­to­stante pre­sen­ta­zione. Un primo minimo passo verso un futuro — che per altri set­tori di mer­cato è già attua­lità – verso il quale è asso­lu­ta­mente neces­sa­rio lavo­rare a tutti i livelli della filiera.

Adot­tando la “tec­nica ad imbuto” con­ti­nue­remo ad appro­fon­dire pro­gres­si­va­mente in futuro; conterei/auspicherei la vostra collavorazione*

Se cre­dete il file è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile qui [bene­fi­ciando – gen­til­mente – di que­ste minime con­di­zioni]

Specificazioni e segmentazioni

* Non è – ancora una volta – un’errore di bat­ti­tura ma la libera tra­du­zione di coworking.

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