Posted on 5 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Mille bolle, bolle blu

Feeling blue in inglese significa sentirsi giù di corda, tristi/depressi.

Infatti alcune delle verbalizzazioni raccolte all’interno dei gruppi di giornalai presenti su Facebook recitano: “Io mi alzo alle 5,15 e alle 5,45 appena arriva il furgone mi incazzo….è normale? Ciao a tutti ” e simili.

Non solo non mi sorprende ma addirittura, anche se mi spiace ammetterlo, mi riconosco nel sentimento espresso da alcuni miei colleghi.

I casi vissuti in poco più di un anno di attività sono davvero tanti; ne riporto, a titolo esemplificativo, un paio pescando tra le comunicazioni inserite nelle bolle di accompagnamento più recentemente.

Bolla del 17.04: “- Super WheelsL’uscita di qs numero è supportata da una massiccia campagna pubblicitaria per il rilancio della pubblicazione. L’editore non accetterà copie di resa anticipata e quindi l’agenzia si troverà a dover respingere tutte le copie rese <<a specchio>>

Ricevuta una copia vendute zero.

Bolla del 23.04: “ – Anch’io Fotografo Oggi in uscita la nuova collana Anch’io Fotografo al prezzo di 1.99 €, per scelta editoriale deve rimanere in vendita per 3 settimane fino all’uscita n° 3; non verranno accettate rese in anticipo. Esporre il prodotto vista la massiccia campagna pubblicitaria sui media

Ricevute due copie della prima uscita, ad oggi nessuna vendita.

rope

Al di là del fatto che “il giochino” della massiccia campagna pubblicitaria è vecchio come il cucco [suvvia un po’ di fantasia] è l’impostazione medioevale di una relazione basata sull’arroganza che davvero dapprima stupisce ed in seguito indispettisce.

Su Facebook esistono attualmente 4 gruppi di giornalai, si va da i giornalai incazzati a quelli stressati passando per quelli italiani il cui motto è, giustamente, “informarsi per non farsi fregare” ed esprimono tutti lo stesso sentimento di frustrazione rispetto al rapporto con distributori locali e editori.

Se vi occupate di giornalismo e di editoria usateli [usateci] come focus group per capire davvero, al di là di statistiche ed allarmi, quale sia lo stato complessivo dell’editoria italiana dalla voce di chi con i lettori/consumatori ci sta a contatto ogni giorno.