marzo 2009

Pubblicato il 19 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

La forma e la sostanza

Sem­pre attra­verso la mede­sima moda­lità, in data 10 Marzo, rice­viamo l’ennesima comu­ni­ca­zione dal SINAGI.

Oggetto: Con­vo­ca­zione Assemblea.

Non posso aste­nermi ripren­derne alcuni passaggi:

Ricor­diamo ai riven­di­tori infor­ma­tiz­zati l’invito a par­te­ci­pare all’assemblea che si terrà il 19 Marzo [oggi per voi che leg­gete] alle ore 16 presso l’Hotel XZQN§ che ser­virà ad illu­strarci da un col­lega di Bolo­gna un sistema di infor­ma­tiz­za­zione diverso da quello che usiamo a Fer­rara e che si chiama «INFORIV». Impor­tante è capire quale dei due sia più con­sono alle esi­genze dei gior­na­lai: e chi meglio di Voi può fare un raf­fronto e dare un giu­di­zio in merito? [.….….…] Natu­ral­mente nes­suna deci­sione verrà presa in assem­blea, ma ci ser­virà per discu­tere ed in un secondo momento deci­dere cosa fare. Fac­ciamo un caldo invito ad essere pre­senti, spe­cial­mente chi è già infor­ma­tiz­zato”.

Il Segre­ta­rio Prov.

XXXX

L’italiano è tal­mente sgram­ma­ti­cato che diviene quasi incom­pren­si­bile in alcuni pas­saggi, supe­rando la cele­bre mac­chietta nella quale Anto­nio De Cur­tis detta una let­tera a Pep­pino De Filippo.

La sostanza è ahimè ancor più pre­oc­cu­pante. Veniamo con­vo­cati ad una riu­nione che — come espli­ci­tato — non porta ad alcuna deci­sione e durante la quale invece di poter fruire della con­su­lenza e dell’assistenza del sin­da­cato rela­ti­va­mente ad un soft­ware già dif­fuso in altre aree, sono i gior­na­lai a doversi recare fisi­ca­mente in un luogo per fare con­su­lenza al sindacato.

Siamo evi­den­te­mente di fronte a sog­getti che igno­rano asso­lu­ta­mente sia il ter­mine che il signi­fi­cato di proat­ti­vità e che, altret­tanto, disco­no­scono moda­lità più razio­nali ed effi­caci di rac­co­gliere informazioni.

Invece del master per edi­co­lanti sug­ge­rito par­rebbe prio­ri­ta­rio un corso di alfa­be­tiz­za­zione per stranieri.

Essere rap­pre­sen­tato nel rap­porto con edi­tori e distri­bu­tori da costoro mi pre­oc­cupa non poco sia nella forma che nella sostanza.

Update: Il caso vuole che pro­prio sta­mane — sem­pre in accom­pa­gna­mento alla bolla delo distri­bu­tore — riceva la mia tes­sera 2009 del SINAGI: 30€ .….….adde­bi­tati nell’estratto conto sem­pre del distri­bu­tore. Fan­ta­stico!

Pubblicato il 18 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

A Briglia sciolta

Nell’edizione appena rice­vuta di “Nuove dall’ Edi­cola” — bime­strale del SINAGI — viene dato ampio spa­zio ad un inter­vi­sta a Roberto Briglia.

Bri­glia, per chi non lo sapesse, è il diret­tore gene­rale della divi­sione perio­dici della Mon­da­dori, ramo azien­dale che da solo vale ben il 43% della Arnoldo Mon­da­dori Edi­tore.

L’intervista è incen­trata fon­da­men­tal­mente su due aspetti: il rias­setto orga­niz­za­tivo interno e lo svi­luppo stra­te­gico futuro in ter­mini di prodotti.

Vale la pena, credo, di ripren­derne i punti salienti.

Le dichia­ra­zioni del DG della Mon­da­dori, infatti, la dicono lunga sul per­corso che buona parte dell’editoria ha effet­tuato “[.…]in Ita­lia come in nes­suna altra parte del mondo c’è stato il feno­meno dei col­la­te­rali che negli ultimi anni ha por­tato in alto i pro­fitti. Un fenomeno.….…..che ha avuto come effetto secon­da­rio di spo­stare l’attenzione di diret­tori e mana­ger dal pro­dotto ad altro. Dob­biamo agire subito e ripor­tare al cen­tro l’attenzione alla qua­lità dei gior­nali.[.……] biso­gna rein­ve­stire, e molto, sui brand chiave. Il mar­ke­ting deve tor­nare a valo­riz­zare l’identità e la capa­cità attrat­tiva delle testate, non la ven­dita dei col­la­te­rali.….…

Pare dun­que che nell’ultimo quin­quen­nio i bilanci degli edi­tori si siano sor­retti fon­da­men­tal­mente sugli inserti a paga­mento che se, da un lato, hanno con­tri­buito a man­te­nere la red­di­ti­vità di breve, dall’altro, li hanno pro­gres­si­va­mente distolti dal core business.

Per diverso tempo in pas­sato a firma delle mail che inviavo appo­nevo una frase a me cara che credo sin­te­tizzi otti­ma­mente quanto avve­nuto: “La stra­te­gia senza tat­tica è la via più lunga alla vit­to­ria, la tat­tica senza stra­te­gia è il rumore che pre­cede la scon­fitta” — Sun Tzu «L’arte della guerra» III° A.C. -

I risul­tati dell’illusione dei col­la­te­rali [il cui valore attuale è il 50% di quello del 2006] e della carenza gene­rale di visione stra­te­gica dell’editoria ita­liana, sono evi­denti, sola­mente acce­le­rati dalla crisi gene­rale e dalla dif­fu­sione, anche nel nostro paese, di nuovi media.

Sulle neces­sità di cam­bia­mento siamo tutti d’accordo, si tratta di sta­bi­lire rapi­da­mente il come, sia in ter­mini di qua­lità dei con­te­nuti, che di poli­ti­che distri­bu­tive di canale.

Ripren­dendo il titolo dell’articolo dal quale abbiamo ripreso alcuni estratti “Se non ora quando?”. Non potremmo essere più d’accordo.

Pubblicato il 17 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

The [bad] state of the news

“Papà, papà è lon­tana l’America? Zitto e nuota figliuolo”.

Credo che la realtà ame­ri­cana sia molto, forse troppo, diversa dalla nostra e che tra­sporre senza i dovuti distin­guo e cau­tele, come spesso avviene, i dati possa essere fuorviante.

Sono 180mila le parole uti­liz­zate per descri­vere la crisi pro­fonda dei media e del gior­na­li­smo d’oltreoceano.

Il qua­li­fi­cato com­mento di Raf­faele Mastro­lo­nardo sin­te­tizza i risul­tati dello stato dell’informazione sta­tu­ni­tense per i più pigri o meno inte­res­sati e guida i più attenti alla let­tura com­pleta di “The state of the news media 2008″.

Clic­cate pure sull’immagine per pro­se­guire il per­corso di let­tura se d’interesse.

state of the news

Pubblicato il 17 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Ritagli giornalieri

Rice­viamo nella bolla di con­se­gna di ieri la seguente comu­ni­ca­zione: ” Da oggi, a causa delle scarse ven­dite, l’editore de Il Giorno ha deciso di non distri­buire più il quo­ti­diano nelle pro­vin­cie di Fer­rara e di Rovigo

Una mossa che sicu­ra­mente si poteva imma­gi­nare ben prima vista la forza in quest’area de “Il Resto del Car­lino” che appar­tiene allo stesso gruppo del quo­ti­diano in que­stione, pro­ba­bil­mente una razio­na­liz­za­zione oppor­tuna, cer­ta­mente un segno dei tempi.

ritaglio-giornale

Pubblicato il 16 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Stampatevelo bene in mente

La crisi dei media tra­di­zio­nali, con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai quo­ti­diani, e la pro­gres­siva sosti­tu­zione della carta stam­pata in favore di inter­net o di altri sup­porti elet­tro­nici è uno dei temi di attua­lità al cen­tro dell’attenzione.

Goo­gle for­ni­sce 11.700.000 risul­tati in soli 0,06 secondi su que­sto argo­mento.

Credo possa essere oppor­tuno cer­care di met­tere ordine nella con­fu­sione che l’eccesso di voci ed infor­ma­zioni rischia poten­zial­mente di gene­rare riguardo a que­sto tema.

Foca­liz­zerò, da buon gior­na­laio, la mia atten­zione e l’ambito di discus­sione sulla carta stampata.

Ritengo che gli aspetti da tenere in con­si­de­ra­zione per ten­tare di ordi­nare le idee e poter guar­dare con mag­gior luci­dità al futuro verta essen­zial­mente su tre aspetti:

  • Con­te­nuti e moda­lità di rela­zione con i pub­blici di riferimento
  • Tempo, in ter­mini di dispo­ni­bi­lità ed uti­lizzo dello stesso
  • Comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, modelli e crisi degli stessi

A que­sti tre temi sarebbe neces­sa­rio inte­grare, per com­ple­tezza, un’ana­lisi dei modelli di busi­ness dell’editoria ita­liana in ter­mini di capa­cità mana­ge­riale e gestio­nale delle imprese e della filiera distri­bu­tiva.

Par­liamo oggi del primo di que­sti tre aspetti cer­cando di costruire una base di con­fronto e dia­logo che con­senta di affron­tare a breve anche le altre due tema­ti­che proposte.

Di asso­luto ausi­lio e sup­porto rela­ti­va­mente a que­sto aspetto sono, da un lato, i dati pub­bli­cati nel recente Rap­porto sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia 2008 e, dall’altro, lo stu­dio effet­tuato in Fran­cia rela­ti­va­mente al vis­suto nei con­fronti della stampa da parte dei let­tori transalpini.

Nel capi­tolo del Rap­porto sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia 2008 dedi­cato [la ter­mi­no­lo­gia uti­liz­zata è già sino­nimo di alcune delle pro­ble­ma­ti­che da risol­vere] al “Mer­cato dei Let­tori” si evi­den­zia come le simi­li­tu­dini nella dif­fu­sione dei quo­ti­diani in Ita­lia e Fran­cia siano signi­fi­ca­tive con un numero di copie ogni mille abi­tanti pres­so­ché ana­logo nelle due nazioni.

Stante la gene­ra­liz­za­zione della crisi edi­to­riale che è inter­na­zio­nale e le pre­ci­tate simi­li­tu­dini tra i due stati soprain­di­cati, non credo sia un azzardo ten­tare dei paral­le­li­smi par­tendo dai dati d’oltralpe che sono dav­vero det­ta­gliati e d’interesse.

Nella ricerca si evi­den­ziano, a mio avviso, con chia­rezza sia quali siano le pro­ble­ma­ti­che in essere nel rap­porto con i pub­blici di rife­ri­mento, che gli spazi di miglio­ra­mento e recu­pero in ter­mini di contenuti.

In pri­mis, l’aspetto più noto ed evi­dente, richia­mato nella tavola di sin­tesi sot­to­stante, la stampa ed i perio­dici restano il media più facile da tra­spor­tare e pia­ce­vole da maneg­giare. Nono­stante l’apparente ovvietà non tra­scu­re­rei asso­lu­ta­mente, in ter­mini di emo­zione, la pia­ce­vo­lezza del maneg­giare la stampa.

Le fun­zioni esclu­sive della stampa” — Fun­zioni che nes­sun altro media assolve: [clic­cando sull’immagine riu­sci­rete a visua­liz­zarla meglio]

Funzioni Esclusive della Stampa - Fonte MCR&R

Fun­zioni Esclu­sive della Stampa — Fonte MCR&R

Si evi­den­zia, inol­tre, come solo una parte asso­lu­ta­mente mino­ri­ta­ria [il 5%] ritenga che tutta l’informazione scritta diverrà gra­tuita, men­tre ben l’89% del cam­pione inter­vi­stato ritiene che la gra­tuità riguar­derà solo deter­mi­nati con­te­nuti; pos­siamo ipo­tiz­zare i meno qua­li­fi­cati ed interessanti.

Que­sto aspetto è con­fer­mato dalla dispo­ni­bi­lità da parte del 60% dei rispon­denti a pagare un prezzo mag­giore per l’acquisto della stampa se sup­por­tato da ade­guate motivazioni.

Par­rebbe dun­que che l’ambito di con­fronto non debba essere rela­tivo a para­goni con altri media e moda­lità di comu­ni­ca­zione bensì al valore aggiunto che i quo­ti­diani e la stampa sono e saranno in grado di creare.

Alla domanda cre­scente rela­ti­va­mente alla fasci­nosa ipo­tesi dei micro­pa­ga­menti , per­so­nal­mente non ho dubbi rela­ti­va­mente alla più con­creta neces­sità ed oppor­tu­nità di esplo­rare nuovi oriz­zonti.

Indi­ca­zioni suf­fi­cien­te­mente con­crete per poterci lavo­rare sopra ven­gono dal capi­tolo 3.3 della ricerca tran­sal­pina rela­tivo all’evo­lu­zione della stampa a livello di cit­ta­di­nanza, gior­na­li­smo, acces­si­bi­lità e for­mati.

In sin­tesi, per i det­ta­gli vi rimando ovvia­mente alla let­tura com­pleta della ricerca, gli aspetti di cri­ti­cità e, dun­que, sui quali riflet­tere e col­la­vo­rare [non è un errore di bat­ti­tura, remem­ber?] sono:

  • Circa un terzo dei rispon­denti è fre­nato nella let­tura della stampa poi­ché ritiene che i gior­na­li­sti siano poco indi­pen­denti e professionali.
  • Quasi il 50% del cam­pione ritiene che la stampa deve ridare sti­moli all’acquisto attra­verso un migliore ascolto dei pro­pri lettori/pubblici di riferimento.
  • Il 56% pensa che la stampa sia gover­nata e, dun­que, risponda agli azio­ni­sti di rife­ri­mento, men­tre il 46% crede alla forte influenza degli inser­zio­ni­sti pubblicitari.
  • Nel 66% dei casi un quo­ti­diano o un perio­dico per­dono di cre­di­bi­lità se di pro­prietà di un gruppo pri­vato pro­prie­ta­rio di altre atti­vità nel set­tore dei media.
  • Oltre due terzi degli indi­vi­dui sono con­vinti che i media per­dano libertà d’espressione poi­ché for­te­mente influen­zati dagli inser­zio­ni­sti e per la stra­grande mag­gio­ranza dei casi si ritiene che la stampa si lasci andare con troppa faci­lità alle “sirene del marketing”.

Appro­fon­di­remo nell’immediato futuro gli altri due aspetti che influen­zano il futuro della carta stam­pata e spero di potermi affi­dare, ancora una volta, ai vostri feed­back e con­tri­buti per tutti gli oppor­tuni appro­fon­di­menti del caso.

Non­di­meno credo che oltre ad affi­darsi a bene­detti rita­gli — anche nelle reda­zioni — sia asso­lu­ta­mente oppor­tuno con­cen­trarsi dav­vero sul gior­nale di domani sal­vando sia le noti­zie [i con­te­nuti di qua­lità] che i giornali.

Affron­tare con una visione oli­stica la meta­mor­fosi dell’informazione quo­ti­diana non è un optio­nal ma un must. Noi mode­sti edi­co­lanti saremo forse rima­sti all’idea di sal­vare la capra e il cavolo ma ci con­tiamo davvero.

Update: Ovvia­mente non sono il solo che cerca di spo­stare l’asse del ragio­na­mento.

Pubblicato il 14 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Micromarketing dell’edicola — 1st Round

Non so se sia la defi­ni­zione più cor­retta ma non mi sarei mai azzar­dato ad usur­pare il pre­fisso mini al legit­timo pro­prie­ta­rio.

Fatta que­sta, dove­rosa, breve pre­messa, entriamo nello spe­ci­fico del tema di oggi.

Il micro­mar­ke­ting dell’edicolante.

Dopo aver ten­ta­ti­va­mente map­pato le aree di busi­ness dell’edicola, vediamo cosa ogget­ti­va­mente può fare il tito­lare di un’ edicola.

Una delle cita­zioni che più spesso mi capita di uti­liz­zare recita: “se non sai dove sei, non sai dove stai andando”.

1st round, dun­que, misu­ra­zione.

Uno dei primi para­me­tri, a mio avviso, di uti­lità è rela­tivo alla misu­ra­zione del parco clienti e del numero di accessi gior­na­lieri all’esercizio commerciale.

Sin dall’inizio dell’attività [nel tempo pub­bli­cherò alcuni esempi di quanto rea­liz­zato] ho preso l’abitudine di con­se­gnare a tutti i miei clienti uno scritto, fosse un afo­ri­sma, una poe­sia, un pen­siero o, per­chè no, un recall sui prodotti/servizi offerti.

In que­sto modo ritengo di aver assolto ad almeno due obiettivi:

  • Costruire una rela­zione, anche tra­mite que­sta modalità.
  • Misu­rare, appunto, nel tempo [aven­dolo fatto ripe­tu­ta­mente] il numero di clienti/accessi al punto ven­dita. Tre­cento fogli — ad esem­pio — con­se­gnati equi­val­gono a tre­cento accessi, sem­plice no?

Spero di aver for­nito uno sti­molo posi­tivo ad altri miei col­le­ghi e, forse, anche a chi ha altre atti­vità commerciali.

In attesa di appro­fon­dire nei pros­simi “round” rela­tivi al micro­mar­ke­ting dell’ edi­cola, conto sul vostro gra­di­tis­simo feedback.

Pubblicato il 13 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Pets a pezz

Nel ten­ta­tivo di effet­tuare una map­pa­tura del mar­ke­ting dell’edicola le figu­rine sono state posi­zio­nate ideal­mente nell’area bassa della mappa poi­ché il rap­porto tra quan­tità e varietà rice­vute di figu­rine e cards e la richie­sta effet­tiva di que­sta tipo­lo­gia di pro­dotti è dav­vero sbi­lan­ciato. Se volete farvi un’ idea di che cosa si stia par­lando il sito web del Con­sor­zio Imprese Dif­fu­sione Figu­rine [CIDIF] è un buon punto di partenza.

Orien­ta­ti­va­mente è pos­si­bile affer­mare che, fatto 100 il numero e la varietà rice­vuta, il sell out cor­ri­sponde circa a 10/15. In que­sta gene­ra­liz­za­zione ovvia­mente esi­stono i due estremi opposti:da un lato alcune col­le­zioni di suc­cesso con buona rota­zione e rior­dini oltre la prima for­ni­tura [i “mitici” Cal­cia­tori Panini per tutte] dall’altro cada­veri che giac­ciono — occu­pando spa­zio pre­zioso — per mesi sugli scaf­fali.

Emble­ma­tico in tal senso è il numero di figu­rine e cards dedi­cate ad ani­ma­letti di vario genere e tipo.

A seguito del rela­tivo suc­cesso dei “cuc­cioli cerca amici” sono state lan­ciate una miriade di varianti sul tema; si va da ” i cuc­cio­losi” a “cubo­lotti love pup­pies” pas­sando per il più sfac­ciato — in ter­mini di simi­li­tu­dine dell’originale — “amici cuc­cio­lotti“seguiti, ad adbun­da­tiam, da“the dog”, “amici dog’s col­lec­tion” e “teneri cuccioli”.

I fol­lo­wers dell’iniziativa della Gio­chi Pre­ziosi giac­ciono inven­duti e impol­ve­rati, in alcuni casi, da mesi in attesa che final­mente possa rispe­dirli al mittente.

Nei rari momenti di pausa lavo­ra­tiva osservo gli ingom­branti display box [di rea­liz­za­zione car­to­tec­nica appros­si­ma­tiva ad essere gene­roso] con­te­nenti que­ste mera­vi­gliose ini­zia­tive edi­to­riali invia­temi d’ufficio senza pos­si­bi­lità alcuna di respin­gerli da parte mia e rifletto sul futuro che attende gli edicolanti.

pets a pezz

Pubblicato il 12 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Femminili al Top

Arriva in edi­cola un nuovo set­ti­ma­nale fem­mi­nile, Top.

Il set­ti­ma­nale è edito dalla mede­sima casa edi­trice di “Vero” ed ha lo stesso prezzo di copertina.

Della prima uscita al sot­to­scritto ne sono state inviate 10 copie, come sem­pre, d’ufficio in conto deposito.

Nella stessa set­ti­mana del lan­cio di que­sto set­ti­ma­nale, “Chi” esce abbi­nato con “Flair” e “Sor­risi & Can­zoni TV” al con­sueto prezzo di coper­tina [2€ con­tro i 6,5€ della somma dei tre perio­dici] con­fer­mando, se neces­sa­rio, quale sia l’andamento anche di que­sto seg­mento dell’editoria nostrana.

L’editoriale di aper­tura di Ric­cardo Signo­retti dice tutto: “.….….…..se mi state leg­gendo vuol dire che avete scelto in edi­cola que­sta nuova testata, che debutta in un momento dif­fi­cile per il mer­cato edi­to­riale, con molte testate sto­ri­che in affanno. Un pò per colpa dei tempi che cam­biano e magari di inter­net che sot­trae tempo alla let­tura dei gior­nali.….….….…”. Infatti delle 10 copie rice­vute solo una è stata ven­duta in que­sta edicola.

Mai nome fu scelto con mag­giore accu­ra­tezza e saga­cia, un’iniziativa edi­to­riale dav­vero al top sia per con­te­nuti che ancor più per timing. Com­pli­menti direttore.

Pubblicato il 11 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Buona la prima

Che si tratti dell’ultima rac­colta di dvd di Alira Kuro­sawa o del corso per impa­rare a dise­gnare in sole 260 pun­tate e tutte le altre varianti sul tema tutti gli edi­tori indi­scri­mi­na­ta­mente pro­pon­gono la prima uscita a prezzi al pub­blico che variano da 0,50 a 2,00 €.

Soli­ta­mente alla prima uscita l’edicolante riceve un numero straor­di­na­rio di copie che suc­ces­si­va­mente, nella mia espe­rienza, dalla seconda uscita si riduce di circa l’80%.

L’ingenuo o, come nel mio caso, il novi­zio si chiede per­chè mai gli edi­tori sosten­gano costi di lan­cio esor­bi­tanti con prezzi al pub­blico ridi­coli per otte­nerne redemp­tion che agli occhi [e per le tasche] dell’edicolante sono ridicole.

Il cavallo di troia e la rela­tiva spie­ga­zione alle effet­tive moti­va­zioni e rela­tive dina­mi­che potrebbe chia­marsi cou­pon d’abbonamento.

Di fatto gli edi­tori sfrut­tano l’edicola come piat­ta­forma per rac­co­gliere ven­dite a loro esclu­sivo bene­fi­cio attra­verso gli abbo­na­menti che pro­pon­gono con scon­ti­sti­che che vanno ben oltre que­gli che sono gli aggi [qs. il ter­mine che viene comu­ne­mente usato] con­cessi al giornalaio.

Que­sto feno­meno è ormai tal­mente dif­fuso e noto che è stato intro­dotto sulla base dell’ Accordo Nazio­nale, a par­ziale com­pen­sa­zione per l’edicolante, l’ ART. 8 — Remu­ne­ra­zione per l’attività di ven­dita: “Il primo numero delle pub­bli­ca­zioni di nuova uscita e le enci­clo­pe­die esclu­si­va­mente alfa­be­ti­che e com­po­ste di soli fasci­coli car­ta­cei desti­nate ad essere rile­gate in volumi, non­ché le rela­tive coper­tine e rac­co­gli­tori, sono sog­getti ad uno sconto sup­ple­men­tare del 5% sulla base del prezzo defi­sca­liz­zato di ces­sione al pub­blico”, che nor­mal­mente par­rebbe non essere rico­no­sciuto.

Spero di aver for­nito una prima rispo­sta al recente con­tri­buto di Luigi ; a breve pro­verò ad esa­mi­nare il ruolo ed il signi­fi­cato di que­sta dina­mica per cia­scuno degli attori della filiera.

Pubblicato il 10 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Sampling con Gioia

Nel mese di Feb­braio durante le aper­ture del turno dome­ni­cale sono state con­se­gnate in abbi­na­mento gra­tuito con “Il Resto del Car­lino” un numero di copie pari al quo­ti­diano emi­liano del noto set­ti­ma­nale fem­mi­nile “Gioia”.

Mi sem­bra oppor­tuno for­nire qual­che numero per dare una dimen­sione, anche se orien­ta­tiva, all’operazione.

Ogni dome­nica ho rice­vuto 150 quo­ti­diani ed, appunto, altret­tante copie del pre­ci­tato set­ti­ma­nale che ho pazien­te­mente sbal­lato ed inse­rito in cia­scuno dei gior­nali per omag­giarla ai clienti.

Dall’inizio del mese di Marzo, ter­mi­nata l’operazione pro­mo­zio­nale, ho rico­min­ciato a rice­vere la rivi­sta nella “ver­sione nor­male” di ven­dita. Il numero di rivi­ste rice­vute dal sot­to­scritto è pari a 2 [si, due, lo ripeto anche in let­tere a scanso di equi­voci] copie.

La redemp­tion dell’operazione pro­mo­zio­nale nelle prime due set­ti­mane suc­ces­sive è del 1,3% per un valore fac­ciale com­ples­sivo di 2,40 euro.

Sono moda­lità e risul­tati di cross pro­mo­tion che dav­vero mi riem­piono di Gioia.

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