Posted on 16 marzo 2009 by

Stampatevelo bene in mente

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La crisi dei media tra­di­zio­nali, con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai quo­ti­diani, e la pro­gres­siva sosti­tu­zione della carta stam­pata in favore di inter­net o di altri sup­porti elet­tro­nici è uno dei temi di attua­lità al cen­tro dell’attenzione.

Goo­gle for­ni­sce 11.700.000 risul­tati in soli 0,06 secondi su que­sto argo­mento.

Credo possa essere oppor­tuno cer­care di met­tere ordine nella con­fu­sione che l’eccesso di voci ed infor­ma­zioni rischia poten­zial­mente di gene­rare riguardo a que­sto tema.

Foca­liz­zerò, da buon gior­na­laio, la mia atten­zione e l’ambito di discus­sione sulla carta stampata.

Ritengo che gli aspetti da tenere in con­si­de­ra­zione per ten­tare di ordi­nare le idee e poter guar­dare con mag­gior luci­dità al futuro verta essen­zial­mente su tre aspetti:

  • Con­te­nuti e moda­lità di rela­zione con i pub­blici di riferimento
  • Tempo, in ter­mini di dispo­ni­bi­lità ed uti­lizzo dello stesso
  • Comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, modelli e crisi degli stessi

A que­sti tre temi sarebbe neces­sa­rio inte­grare, per com­ple­tezza, un’ana­lisi dei modelli di busi­ness dell’editoria ita­liana in ter­mini di capa­cità mana­ge­riale e gestio­nale delle imprese e della filiera distri­bu­tiva.

Par­liamo oggi del primo di que­sti tre aspetti cer­cando di costruire una base di con­fronto e dia­logo che con­senta di affron­tare a breve anche le altre due tema­ti­che proposte.

Di asso­luto ausi­lio e sup­porto rela­ti­va­mente a que­sto aspetto sono, da un lato, i dati pub­bli­cati nel recente Rap­porto sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia 2008 e, dall’altro, lo stu­dio effet­tuato in Fran­cia rela­ti­va­mente al vis­suto nei con­fronti della stampa da parte dei let­tori transalpini.

Nel capi­tolo del Rap­porto sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia 2008 dedi­cato [la ter­mi­no­lo­gia uti­liz­zata è già sino­nimo di alcune delle pro­ble­ma­ti­che da risol­vere] al “Mer­cato dei Let­tori” si evi­den­zia come le simi­li­tu­dini nella dif­fu­sione dei quo­ti­diani in Ita­lia e Fran­cia siano signi­fi­ca­tive con un numero di copie ogni mille abi­tanti pres­so­ché ana­logo nelle due nazioni.

Stante la gene­ra­liz­za­zione della crisi edi­to­riale che è inter­na­zio­nale e le pre­ci­tate simi­li­tu­dini tra i due stati soprain­di­cati, non credo sia un azzardo ten­tare dei paral­le­li­smi par­tendo dai dati d’oltralpe che sono dav­vero det­ta­gliati e d’interesse.

Nella ricerca si evi­den­ziano, a mio avviso, con chia­rezza sia quali siano le pro­ble­ma­ti­che in essere nel rap­porto con i pub­blici di rife­ri­mento, che gli spazi di miglio­ra­mento e recu­pero in ter­mini di contenuti.

In pri­mis, l’aspetto più noto ed evi­dente, richia­mato nella tavola di sin­tesi sot­to­stante, la stampa ed i perio­dici restano il media più facile da tra­spor­tare e pia­ce­vole da maneg­giare. Nono­stante l’apparente ovvietà non tra­scu­re­rei asso­lu­ta­mente, in ter­mini di emo­zione, la pia­ce­vo­lezza del maneg­giare la stampa.

Le fun­zioni esclu­sive della stampa” — Fun­zioni che nes­sun altro media assolve: [clic­cando sull’immagine riu­sci­rete a visua­liz­zarla meglio]

Funzioni Esclusive della Stampa - Fonte MCR&R

Fun­zioni Esclu­sive della Stampa — Fonte MCR&R

Si evi­den­zia, inol­tre, come solo una parte asso­lu­ta­mente mino­ri­ta­ria [il 5%] ritenga che tutta l’informazione scritta diverrà gra­tuita, men­tre ben l’89% del cam­pione inter­vi­stato ritiene che la gra­tuità riguar­derà solo deter­mi­nati con­te­nuti; pos­siamo ipo­tiz­zare i meno qua­li­fi­cati ed interessanti.

Que­sto aspetto è con­fer­mato dalla dispo­ni­bi­lità da parte del 60% dei rispon­denti a pagare un prezzo mag­giore per l’acquisto della stampa se sup­por­tato da ade­guate motivazioni.

Par­rebbe dun­que che l’ambito di con­fronto non debba essere rela­tivo a para­goni con altri media e moda­lità di comu­ni­ca­zione bensì al valore aggiunto che i quo­ti­diani e la stampa sono e saranno in grado di creare.

Alla domanda cre­scente rela­ti­va­mente alla fasci­nosa ipo­tesi dei micro­pa­ga­menti , per­so­nal­mente non ho dubbi rela­ti­va­mente alla più con­creta neces­sità ed oppor­tu­nità di esplo­rare nuovi oriz­zonti.

Indi­ca­zioni suf­fi­cien­te­mente con­crete per poterci lavo­rare sopra ven­gono dal capi­tolo 3.3 della ricerca tran­sal­pina rela­tivo all’evo­lu­zione della stampa a livello di cit­ta­di­nanza, gior­na­li­smo, acces­si­bi­lità e for­mati.

In sin­tesi, per i det­ta­gli vi rimando ovvia­mente alla let­tura com­pleta della ricerca, gli aspetti di cri­ti­cità e, dun­que, sui quali riflet­tere e col­la­vo­rare [non è un errore di bat­ti­tura, remem­ber?] sono:

  • Circa un terzo dei rispon­denti è fre­nato nella let­tura della stampa poi­ché ritiene che i gior­na­li­sti siano poco indi­pen­denti e professionali.
  • Quasi il 50% del cam­pione ritiene che la stampa deve ridare sti­moli all’acquisto attra­verso un migliore ascolto dei pro­pri lettori/pubblici di riferimento.
  • Il 56% pensa che la stampa sia gover­nata e, dun­que, risponda agli azio­ni­sti di rife­ri­mento, men­tre il 46% crede alla forte influenza degli inser­zio­ni­sti pubblicitari.
  • Nel 66% dei casi un quo­ti­diano o un perio­dico per­dono di cre­di­bi­lità se di pro­prietà di un gruppo pri­vato pro­prie­ta­rio di altre atti­vità nel set­tore dei media.
  • Oltre due terzi degli indi­vi­dui sono con­vinti che i media per­dano libertà d’espressione poi­ché for­te­mente influen­zati dagli inser­zio­ni­sti e per la stra­grande mag­gio­ranza dei casi si ritiene che la stampa si lasci andare con troppa faci­lità alle “sirene del marketing”.

Appro­fon­di­remo nell’immediato futuro gli altri due aspetti che influen­zano il futuro della carta stam­pata e spero di potermi affi­dare, ancora una volta, ai vostri feed­back e con­tri­buti per tutti gli oppor­tuni appro­fon­di­menti del caso.

Non­di­meno credo che oltre ad affi­darsi a bene­detti rita­gli — anche nelle reda­zioni — sia asso­lu­ta­mente oppor­tuno con­cen­trarsi dav­vero sul gior­nale di domani sal­vando sia le noti­zie [i con­te­nuti di qua­lità] che i giornali.

Affron­tare con una visione oli­stica la meta­mor­fosi dell’informazione quo­ti­diana non è un optio­nal ma un must. Noi mode­sti edi­co­lanti saremo forse rima­sti all’idea di sal­vare la capra e il cavolo ma ci con­tiamo davvero.

Update: Ovvia­mente non sono il solo che cerca di spo­stare l’asse del ragio­na­mento.

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