Pubblicato il 2 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Benedetti ritagli

A par­tire dal mese in corso il gruppo edi­to­riale “L’Espresso”, che regi­stra una delle peg­giori per­for­mance nel pano­rama dell’editoria nostrana coe­ren­te­mente con un decre­mento della rea­der­ship secondo solo ad EPo­lis, adotta una misura anti crisi tesa al con­te­ni­mento dei costi di pro­du­zione dei quo­ti­diani che fanno rife­ri­mento a De Benedetti.

Da marzo, infatti, “La Repub­blica”, ed i 16 quo­ti­diani locali editi dalla con­trol­lata Fine­gil, subi­ranno una ridu­zione di tre cen­ti­me­tri rispetto al for­mato attuale con l’obiettivo di ridurre i costi ope­ra­tivi legati all’acquisto della carta.

Allo stesso tempo dovrebbe essere aumen­tato il corpo del carat­tere del testo degli arti­coli e, con­se­guen­te­mente, ritoc­cata la gab­bia grafica.

Sono ope­ra­zioni dove­rose in tempi di crisi già messe in atto in altri segmenti-mercati maturi/in declino quali, ad esem­pio per quella che è la mia espe­rienza diretta, quello degli amari dove si è pro­ce­duto pro­gres­si­va­mente ad abbas­sare la gra­da­zione alcoo­lica al fine di con­te­nere le tasse Utif e quindi abbat­tere i costi di prodotto.

Che si rea­liz­zino sacro­sante ope­ra­zioni di cost saving con “rita­gli bene­detti” o attra­verso solu­zioni diverse legate all’utilizzo delle nuove tec­no­lo­gie la vera natura del pro­blema non cambia.

Con­te­nuti , pub­blici e moda­lità di rela­zione sono il vero ter­reno della sfida per il futuro.