Pubblicato il 25 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Il futuro dei media

L’abbondanza spinge il let­tore a non con­si­de­rare più le news degne di essere pagate” avverte Bruce Ster­ling, con­ti­nuando “E’ in atto un pro­cesso che ride­fi­ni­sce il modello eco­no­mico delle forme di distri­bu­zione dell’informazione, del rap­porto con la noti­zia.”

Que­sta l’estrema sin­tesi dell’inter­vi­sta pub­bli­cata meno di due set­ti­mane fa su “Alias” sup­ple­mento set­ti­ma­nale de “Il Mani­fe­sto”[il sito del gior­nale rifatto recen­tis­si­ma­mente merita una visita].

Ster­ling già nel recente pas­sato aveva pro­po­sto la reda­zione ideale di un libro dal titolo autoe­spli­ca­tivo, “The hand­book of dead media”, facendo un pub­blico appello rela­ti­va­mente alla morte dei media ricor­dando quanto molti blog­gers [com­preso il sot­to­scritto?] e comu­ni­ca­tori sosten­gono da tempo “ The cen­tra­li­zed, dino­sau­rian one– to-many media that roa­red and tram­pled through the 20th cen­tury are poorly adap­ted to the post­mo­dern tech­no­lo­gi­cal envi­ron­ment. The new media envi­ron­ment is aswarm with lum­be­ring too­thy digi­tal mam­mals. It’s all lyn­xes here, and gophers there, plus big fat veno­mous web­cra­w­lers, appea­ring in Plei­sto­cene pro­fu­sion.

In appa­rente con­tra­sto con le tesi soste­nute da Ster­ling sullo stesso numero di “Alias” si evi­den­zia­vano alcuni pro­getti attuali e futuri per por­tare i blog su carta per­se­guendo sostan­zial­mente il modelllo della free press.

Che non abbia più senso par­lare di media on e off line è un teo­rema al quale, mode­sta­mente, era­vamo arri­vati anche dalle nostre parti ma, come sem­pre, è l’equilibrio eco­no­mico — gestio­nale che par­rebbe essere ormai da tempo dif­fi­cile da incon­trare anche, se non soprat­tutto, in ambito editoriale.

Se da un lato Ster­ling ricorda l’ asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile acce­le­ra­zione dei cicli e la neces­sità di cam­biare — rein­ven­tarsi ogni 6/7 anni dall’altro ci si inter­roga sui pub­blici e sugli approcci diversi tra digi­tale e cartaceo.

Sono que­siti ed inter­ro­ga­zioni ancora senza una rispo­sta certa ai quali anche in que­sti spazi, dal basso, da gior­na­lai pro­ve­remo a dare dei con­tri­buti, insieme a voi.