Pubblicato il 23 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Microrotture di stock

Era, orien­ta­ti­va­mente, il ricordo è ormai labile, il 1994 quando con­sul­tando uno dei fasci­coli del Niel­sen Retail appena arri­vati sulla mia scri­va­nia mi accorsi che l’indice di prov­vi­sta medio [leggi lo stock medio pre­sente nei punti ven­dita] di uno dei pro­dotti dei quali incau­ta­mente mi era stata affi­data la gestione era di 1.8 mesi.

Sob­bal­zai imme­dia­ta­mente dalla sedia poi­ché non era dif­fi­cile com­pren­dere che se i ven­di­tori visi­ta­vano i punti ven­dita ogni due mesi e l’indice di prov­vi­sta era infe­riore al giro visite si veri­fi­ca­vano mol­te­plici rot­ture di stock con rela­tiva assenza di pro­dotto dagli scaf­fali. Il tutto men­tre era in atto un flight della cam­pa­gna stampa a soste­gno dello stesso, orrore!

Come potete imma­gi­nare la riu­nione di can­vass suc­ces­siva fu incen­trata su que­sto aspetto per spie­gare come que­sto feno­meno evi­den­te­mente causi com­ples­si­va­mente signi­fi­ca­tive per­dite nelle vendite.

Que­sto feno­meno è esat­ta­mente quello che si sta veri­fi­cando, tra gli altri, pun­tual­mente dal lan­cio d’inizio d’anno di Gaz­ze­liz ad oggi all’interno del punto ven­dita di cui sono tito­lare. Anche per l’uscita di sabato scorso mi è stata inviata una sola copia del dvd di Gia­co­bazzi men­tre ne avevo 3 copie pre­no­tate da clienti abi­tuali ed altre 8 mi sono state richie­ste nel corso della mattinata.

Risul­tato, perse almeno 10 ven­dite – e rela­tivi mar­gini – e, soprat­tutto, incri­nato il rap­porto con il cliente che, giu­sta­mente ignaro, si con­vince del fatto che l’edicola del sot­to­scritto sia un eser­ci­zio com­mer­ciale poco for­nito al quale è meglio non rivolgersi.

Poi­ché que­ste dina­mi­che sono una costante [appro­fon­di­remo ed esem­pli­fi­che­remo ulte­rior­mente in futuro] da quando gesti­sco l’attività è evi­dente la gra­vità del feno­meno per il sot­to­scritto e per tutta la filiera a monte.

Cer­ta­mente la soprav­vi­venza non può basarsi solo su que­sto aspetto e l’epoca gene­ra­li­sta è in forte declino da tempo per la stampa quo­ti­diana tra­di­zio­nale ma, come sem­pre avviene, è la somma di tante pic­cole atten­zioni ai det­ta­gli che fa la grande differenza.