febbraio 2009

Pubblicato il 28 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Wired

Appa­ren­te­mente il mer­cato edi­to­riale non pre­senta nes­suna bar­riera all’ingresso, spe­cial­mente per quanto riguarda le nuove referenziazioni.

Per il mio back­ground que­sto è dav­vero straor­di­na­rio. Mi sor­prende note­vol­mente veri­fi­care come almeno ogni set­ti­mana arrivi in edi­cola una nuova pub­bli­ca­zione o, pas­sa­temi il ter­mine, “sottopubblicazione”.

Per que­sto ho pen­sato, con oggi, di inau­gu­rare uno spa­zio set­ti­ma­nale spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cato ai nuovi pro­dotti edi­to­riali che arri­vano in edicola.

Par­tiamo dall’edizione ita­liana di Wired, arri­vata in edi­cola il 19 feb­braio scorso.

La rivi­sta sia come imma­gine pro­po­sta [coper­tina, carta uti­liz­zata e qua­lità di stampa] che come prezzo di coper­tina sem­bra posi­zio­narsi nella fascia medio-alta del mercato.

Ne ho rice­vute “ben 4 copie”, come spesso avviene per le novità, in conto depo­sito [tor­nerò su que­sto argo­mento in futuro altri­menti ora si allarga troppo il discorso] e, sin ora, ne ho ven­duta una copia su mia spinta/consiglio al diret­tore della locale filiale bancaria.

Senza dub­bio accat­ti­vanti ed anche, per­ché no, pre­sti­giose alcune delle firme ingag­giate; si va da Luca Sofri a Mat­teo Bit­tanti, pas­sando per l’Acca­de­mia della Cru­sca, Vito Di Bari & Gian­luca Nico­letti., tanto per citarne alcuni.

Molti dei mar­chi più noti hanno una loro pre­senza pub­bli­ci­ta­ria all’interno della rivi­sta, ma non sapendo se e quanto è omag­gio non fa testo.

E’ quando si apre la rivi­sta che però si resta per­plessi. Le pre­ci­tate firme hanno spazi minu­scoli per le loro rubri­che, men­tre il resto degli arti­coli poco aggiunge rispetto ai vari Focus, Jack e, forse, anche al recen­te­mente ri-lanciato Playboy.

Anche le mappe, tanto in voga on line, inse­rite con solu­zioni car­to­gra­fi­che – costose? — a 4 ante nella rivi­sta ren­dono poco e, nel caso di quella dedi­cata al “mani­fe­sto di wired”, non potendo con­tare sull’ipertesto del web, deludono.

Insomma, come avrete capito, sono rima­sto per­so­nal­mente par­zial­mente deluso e resto per­plesso sui risul­tati a medio ter­mine della rivi­sta. Come si chie­deva, tra gli altri, anche Alberto nel suo con­tri­buto rela­tivo al futuro dei media ….….…publi­shing, publi­shing, publishing.….…..cui prodest?

Spe­riamo dav­vero che si avveri la con­clu­sione pro­po­sta nell’editoriale di aper­tura dal diret­tore della rivi­sta “Ben­ve­nuto Wired! Il meglio deve ancora venire”. Noi pic­coli edi­co­lanti ci con­tiamo davvero.

Pubblicato il 27 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Promozioni Editoriali

Che l’editoria sia in crisi non è più noti­zia ormai da tempo.

Quello che può però essere d’interesse è veri­fi­care le rea­zioni [chia­marle stra­te­gie sarebbe dav­vero un azzardo] che le testate hanno nel ten­ta­tivo di man­te­nere la rea­der­ship e, quindi, la rac­colta pubblicitaria.

Diciamo subito che le rea­zioni degli edi­tori e delle con­ces­sio­na­rie di pub­bli­cità sono per­lo­più scom­po­ste e ten­dono a pre­va­ri­care senza riguardo alcuno sia il trade [le edi­cole] che gli inserzionisti.

Non passa set­ti­mana o, addi­rit­tura, giorno senza si pos­sano osser­vare ope­ra­zioni dav­vero scon­ve­nienti sotto ogni profilo.

“La perla della set­ti­mana” è indub­bia­mente rap­pre­sen­tata dal men­sile« Cose di Casa » in edi­cola con­tem­po­ra­nea­mente con tre versioni:

  • Cose di Casa + Casa in Fiore: PVP 2,80 €

  • Cose di Casa + Ristrut­tu­rare Casa: PVP 2,50 €

  • Cose di Casa + Tele­Sette: PVP 0,80 €

Ovvia­mente la dif­fu­sione è estre­ma­mente varia­bile a seconda dell’abbinamento con quello insieme a Tele­Sette a farla da padrone.

Si pro­fi­lano, in que­sto ed in molti altri casi che avremo modo di veri­fi­care in futuro, almeno due problematiche.

  1. In pri­mis mi chiedo, da edi­co­lante, quante copie di Cose di Casa a prezzo pieno ven­derò dopo averne rega­late ipso facto [Tele­Sette costa 0,80 anche “liscio”] un numero espo­nen­zial­mente supe­riore alle ven­dite nor­mal­mente effettuate.

  2. In seconda istanza, quando la con­ces­sio­na­ria di pub­bli­cità pre­sen­terà dif­fu­sioni e rela­tive rea­der­ship con­teg­giando l’iniziativa pre­ci­tata quanti dei let­tori di Tele­Sette sono “in tar­get” rispetto a Cose di Casa e, soprat­tutto, quanti l’avranno effet­ti­va­mente letto?

Dubbi di un edi­co­lante da stra­pazzo o tri­ste realtà? A voi la parola.

PS: La spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia

  • L’abbinamento con Tele­Sette viene effet­tuato a cura dell’edicolante di turno che pre­sta mano d’opera gra­tuita. Oltre il danno la beffa.

  • I numeri di Cose di Casa a prezzo pieno, essendo dei men­sili, mi sono già stati fat­tu­rati ed evi­den­te­mente giac­ciono invenduti

Pubblicato il 26 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazione Sindacale

Il SINAGI [vedi blo­groll] – Sin­da­cato Nazio­nale Gior­na­lai d’Italia – manda abi­tual­mente, almeno per quanto attiene la pro­vin­cia di Fer­rara, le pro­prie comu­ni­ca­zioni agli iscritti spil­late alle bolle d’accompagnamento del pre­ce­den­te­mente citato distributore.

Pra­ti­ca­mente è come se la FIOM pro­du­cesse la pro­pria comu­ni­ca­zione in alle­gato all’internal maga­zine della FIAT, no?

Pubblicato il 25 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Il futuro dei media

L’abbondanza spinge il let­tore a non con­si­de­rare più le news degne di essere pagate” avverte Bruce Ster­ling, con­ti­nuando “E’ in atto un pro­cesso che ride­fi­ni­sce il modello eco­no­mico delle forme di distri­bu­zione dell’informazione, del rap­porto con la noti­zia.”

Que­sta l’estrema sin­tesi dell’inter­vi­sta pub­bli­cata meno di due set­ti­mane fa su “Alias” sup­ple­mento set­ti­ma­nale de “Il Mani­fe­sto”[il sito del gior­nale rifatto recen­tis­si­ma­mente merita una visita].

Ster­ling già nel recente pas­sato aveva pro­po­sto la reda­zione ideale di un libro dal titolo autoe­spli­ca­tivo, “The hand­book of dead media”, facendo un pub­blico appello rela­ti­va­mente alla morte dei media ricor­dando quanto molti blog­gers [com­preso il sot­to­scritto?] e comu­ni­ca­tori sosten­gono da tempo “ The cen­tra­li­zed, dino­sau­rian one– to-many media that roa­red and tram­pled through the 20th cen­tury are poorly adap­ted to the post­mo­dern tech­no­lo­gi­cal envi­ron­ment. The new media envi­ron­ment is aswarm with lum­be­ring too­thy digi­tal mam­mals. It’s all lyn­xes here, and gophers there, plus big fat veno­mous web­cra­w­lers, appea­ring in Plei­sto­cene pro­fu­sion.

In appa­rente con­tra­sto con le tesi soste­nute da Ster­ling sullo stesso numero di “Alias” si evi­den­zia­vano alcuni pro­getti attuali e futuri per por­tare i blog su carta per­se­guendo sostan­zial­mente il modelllo della free press.

Che non abbia più senso par­lare di media on e off line è un teo­rema al quale, mode­sta­mente, era­vamo arri­vati anche dalle nostre parti ma, come sem­pre, è l’equilibrio eco­no­mico — gestio­nale che par­rebbe essere ormai da tempo dif­fi­cile da incon­trare anche, se non soprat­tutto, in ambito editoriale.

Se da un lato Ster­ling ricorda l’ asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile acce­le­ra­zione dei cicli e la neces­sità di cam­biare — rein­ven­tarsi ogni 6/7 anni dall’altro ci si inter­roga sui pub­blici e sugli approcci diversi tra digi­tale e cartaceo.

Sono que­siti ed inter­ro­ga­zioni ancora senza una rispo­sta certa ai quali anche in que­sti spazi, dal basso, da gior­na­lai pro­ve­remo a dare dei con­tri­buti, insieme a voi.

Pubblicato il 24 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Corporate blog

L’agen­zia di distri­bu­zione di quo­ti­diani e perio­dici – mono­po­li­sta! — per Fer­rara e Rovigo è dav­vero al top, tra l’altro, per la capa­cità di comu­ni­ca­zione con la pro­pria clientela.

Tale mira­bo­lante com­pe­tenza viene espressa anche attra­verso una sor­pren­dente capa­cità di inno­vare che con spi­rito pio­nie­ri­stico ha spinto la Lanza ADG [que­sto il nome del pre­ci­tato distri­bu­tore pro­vin­ciale] ad aprire un cor­po­rate blog sin dal 2007.

Più di mille parole che potrei espri­mere al riguardo vi con­si­glio, se posso, una visita.

Dav­vero imperdibile.

PS: [Se poi mi for­nite un feed­back non potrò che esser­vene grato].

Pubblicato il 23 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Microrotture di stock

Era, orien­ta­ti­va­mente, il ricordo è ormai labile, il 1994 quando con­sul­tando uno dei fasci­coli del Niel­sen Retail appena arri­vati sulla mia scri­va­nia mi accorsi che l’indice di prov­vi­sta medio [leggi lo stock medio pre­sente nei punti ven­dita] di uno dei pro­dotti dei quali incau­ta­mente mi era stata affi­data la gestione era di 1.8 mesi.

Sob­bal­zai imme­dia­ta­mente dalla sedia poi­ché non era dif­fi­cile com­pren­dere che se i ven­di­tori visi­ta­vano i punti ven­dita ogni due mesi e l’indice di prov­vi­sta era infe­riore al giro visite si veri­fi­ca­vano mol­te­plici rot­ture di stock con rela­tiva assenza di pro­dotto dagli scaf­fali. Il tutto men­tre era in atto un flight della cam­pa­gna stampa a soste­gno dello stesso, orrore!

Come potete imma­gi­nare la riu­nione di can­vass suc­ces­siva fu incen­trata su que­sto aspetto per spie­gare come que­sto feno­meno evi­den­te­mente causi com­ples­si­va­mente signi­fi­ca­tive per­dite nelle vendite.

Que­sto feno­meno è esat­ta­mente quello che si sta veri­fi­cando, tra gli altri, pun­tual­mente dal lan­cio d’inizio d’anno di Gaz­ze­liz ad oggi all’interno del punto ven­dita di cui sono tito­lare. Anche per l’uscita di sabato scorso mi è stata inviata una sola copia del dvd di Gia­co­bazzi men­tre ne avevo 3 copie pre­no­tate da clienti abi­tuali ed altre 8 mi sono state richie­ste nel corso della mattinata.

Risul­tato, perse almeno 10 ven­dite – e rela­tivi mar­gini – e, soprat­tutto, incri­nato il rap­porto con il cliente che, giu­sta­mente ignaro, si con­vince del fatto che l’edicola del sot­to­scritto sia un eser­ci­zio com­mer­ciale poco for­nito al quale è meglio non rivolgersi.

Poi­ché que­ste dina­mi­che sono una costante [appro­fon­di­remo ed esem­pli­fi­che­remo ulte­rior­mente in futuro] da quando gesti­sco l’attività è evi­dente la gra­vità del feno­meno per il sot­to­scritto e per tutta la filiera a monte.

Cer­ta­mente la soprav­vi­venza non può basarsi solo su que­sto aspetto e l’epoca gene­ra­li­sta è in forte declino da tempo per la stampa quo­ti­diana tra­di­zio­nale ma, come sem­pre avviene, è la somma di tante pic­cole atten­zioni ai det­ta­gli che fa la grande differenza.

Pubblicato il 21 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Editoria e Finanza

Non sem­pre l’andamento bor­si­stico riflette com­ple­ta­mente lo stato di salute di un’impresa ma quando un intero com­parto con­ti­nua ad avere, ormai, da oltre un trien­nio per­for­mance disa­strose sicu­ra­mente si pos­sono rac­co­gliere indi­ca­zioni sullo stato dell’arte dello stesso.

Giu­sto per fare il punto della situa­zione sulla base di dati ogget­tivi che appro­fon­di­remo a breve.

Titolo

Varia­zione % dal 30.12.2008

Capi­ta­liz­za­zione [milioni di €]

DJ Media

–18,51

/

Buon­giorno

–4,92

61,7

Cairo Com­mu­ni­ca­tion

–7,61

148,4

Cal­ta­gi­rone Editore

–24,18

208,8

Class Edi­tori

–9,82

63,6

Espresso

–37,65

295,5

Il Sole 24 Ore

–7,93

90,6

Media­set

–13,39

4146,1

Mon­da­dori

–20,53

718

Mon­rif

2,25

68,3

Poli­gra­fici

–9,11

45,4

RCS Media­group

–38,68

436,7

Seat Pagine Gialle

–39,76

287,3

Tele­com Ita­lia Media

–26,39

214,2

Dati aggior­nati al 21.02.2009

Pubblicato il 20 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

The beginning of “Il Giornalaio”!

Nell’universo on line è com­ples­si­va­mente scarsa, a mio avviso, l’attenzione verso quello che con­ti­nua ad essere il canale pre­va­lente di dif­fu­sione e ven­dita dell’editoria.

Dopo circa un anno di silen­zio e di espe­rienza accu­mu­lata sul campo ho avver­tito la neces­sità di aprire que­sto spa­zio dedi­can­dolo a quelli che sono una parte dei miei attuali inte­ressi per dare voce a chi come me svolge que­sto mestiere ed aprire il con­fronto sulle con­trad­di­zioni e gli spazi di miglio­ra­mento dell’editoria italiana.

Si par­lerà prin­ci­pal­mente di “media clas­sici” esa­mi­nan­done i con­te­nuti, le poli­ti­che di dif­fu­sione e i risul­tati. Non man­che­ranno – come sa chi mi cono­sce — alcune digres­sioni e tra­sgres­sioni rispetto alla mis­sion di que­sto spazio.

Pro­metto arti­coli brevi [il ter­mine post con­ti­nua ad essermi poco gra­dito] e ampio spa­zio al con­trad­dit­to­rio costrut­tivo, senza cen­sure o limiti imposti.

Ben ri-trovati.