Pubblicato il 1 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Dati di Lettura Quotidiani Cartacei & Digitali

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­press di let­tura dei quo­ti­diani nel nostro Paese.

I dati rela­tivi all’edizione Audi­press 2014/I-II  [16 set­tem­bre 2013 – 6 luglio 2014] rile­vano per la prima volta con­te­stual­mente la let­tura delle copie car­ta­cee e delle copie digi­tali replica in Italia.

I dati mostrano come le copie digi­tali abbiamo un peso estre­ma­mente ridotto in ter­mini di rea­der­ship rispetto alla sola ver­sione car­ta­cea dei quotidiani.

La “rosa” resta ampia­mente il quo­ti­diano più letto d’Italia. Cosa ben diversa da quello che invece è il più ven­duto.

I let­tori di quo­ti­diani tra­di­zio­nali supe­rano abbon­dan­te­mente i let­tori di quo­ti­diani online che ammon­tano nel giorno medio a ben meno della metà dei quo­ti­diani cartacei.

L’infografica inte­rat­tiva [dati per ‘000] rias­sume i dati emer­genti dall’indagine Audipress [*]

[*] L’indagine Audi­press, attra­verso un que­stio­na­rio inno­va­tivo, ha esplo­rato le moda­lità di let­tura degli ita­liani, par­tendo dalla testata per poi appro­fon­dire le diverse ver­sioni usu­fruite.
I dati Audi­press 2014/I-II sono pre­sen­tati secondo due tar­get: “Let­tori carta e/o replica” e “Let­tori carta”. Qual­siasi altra metrica di rife­ri­mento non riflette l’ufficialità del dato Audi­press. L’indagine non pre­senta quindi i let­tori totali delle copie replica.
L’innovazione nel modello di rac­colta dei dati non rende in alcun modo com­pa­ra­bili i risul­tati dell’edizione Audi­press 2014/I-II con i dati delle pre­ce­denti edi­zioni.
I dati Audi­press 2014/I-II sono il risul­tato della cumu­la­zione di 50.676 inter­vi­ste personali,condotte con il sistema CAPI Dop­pio Schermo, su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo della popo­la­zione ita­liana di 14 anni e oltre.
Le inter­vi­ste sono state rea­liz­zate lungo un calen­da­rio di 35 set­ti­mane com­ples­sive, dal 16 set­tem­bre 2013 al 6 luglio 2014. Gli Isti­tuti ese­cu­tori del field sono Doxa ed Ipsos; il dise­gno del cam­pione e l’elaborazione dei dati sono stati effet­tuati da Doxa; i con­trolli sono a cura di Reply.

Pubblicato il 30 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

I Periodici NON Sfondano Online

Dopo la pub­bli­ca­zione dei dati sulla total digi­tal audience dei news media del nostro Paese, abbiamo estra­po­lato dai dati Audi­web della total mobile e total digi­tal audience del mese di giu­gno 2014 i prin­ci­pali perio­dici, con cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, pre­senti online.

Se si esclude Donna Moderna, il cui dato è però for­te­mente infi­ciato da 3BMeteo che rea­lizza una quota estre­ma­mente con­si­stente degli utenti unici del perio­dico in que­stione e che viene aggre­gato al suo interno mani­po­lando la realtà [*], la pre­senza dei perio­dici online è dav­vero ridotta, risicata.

Sia in ter­mini di utenti unici che di tempo speso i valori sono ai minimi ter­mini, in asso­luto ed in con­fronto con l’audience che i quo­ti­diani rie­scono ad attrarre. Anche testate con brand forti, quali Fami­glia Cri­stiana o Sor­risi e Can­zoni per citarne alcuni, stanno sotto i 5mila utenti unici nel giorno medio.

Clic­cando sull’infografica inte­rat­tiva è pos­si­bile vedere il det­ta­glio degli utenti unici da PC e da mobile

I perio­dici NON sfon­dano online…

[*] Aspetto con­fer­mato dalla NON pre­senza dei dati di Pano­rama che infatti ven­gono aggre­gati pour cause all’interno di quelli di TGCom24. La disin­for­ma­zione corre online. Quando pia­ni­fi­cate su delle testate fatevi dare il det­ta­glio dall’agenzia e/o dal cen­tro media. Mi sa che è meglio.

Pubblicato il 29 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Batti, Batti le Manine

Lucia Annun­ziata, uno dei pochi diret­tori di un gior­nale che con­ti­nua osti­na­ta­mente a non avere nep­pure un account Twit­ter, a due anni dalla nascita di Huf­f­Post Ita­lia ha pub­bli­cato un arti­colo auto-celebrativo in cui parla degli stra­bi­lianti suc­cessi della testata da lei diretta dall’esordio ad oggi.

Mi sono preso il tempo per fare un minimo di fact chec­king rispetto a quanto dichiara l’Annunziata.

Abbiamo 250mila fan su Face­book e 180mila fol­lo­wer su Twit­ter, con un enga­ge­ment della com­mu­nity che sfiora il 50% della base fan, uno dei più alti del settore.

Uti­liz­zando Fan­page Karma [se non lo cono­scete è l’occasione buona per] ho veri­fi­cato che il tasso di enga­ge­ment della pagina Face­book del quo­ti­diano si atte­sta al 5.9% ed il livello medio di inte­ra­zione sui post [la “bel­lezza” di 40/die] è dello 0.1%. Attra­verso Twi­to­nomy ho veri­fi­cato che dal 19 luglio al 27 set­tem­bre l’account Twit­ter ha ret­wit­tato 26 volte [1% del totale dei tweet], ha rispo­sto — reply — 10 volte ed ha men­zio­nato 91 volte un account che non fosse il pro­prio [21 delle quali per Mat­teo Renzi] su un totale di 3200 tweet effet­tuati nel periodo preso in considerazione.

Non mi appa­iono esat­ta­mente livelli di inte­ra­zione, di enga­ge­ment, stra­to­sfe­rici come dichia­rato. In caso di dubbi al riguardo basta con­sul­tare la ricerca di «Innova et Bella» su i Face­book Top New­spa­pers 2014 che infatti nep­pure nomina Huf­f­Post Ita­lia, anche se pro­ba­bil­mente, cer­cando di deco­di­fi­care, l’Annunziata in realtà si rife­ri­sce alla reach, alla por­tata della pagina Face­book, quando parla del “50% della base fan”. Come si dice a Milano, Offe­lee, fa el tò mestee [Pastic­ciere, fa’ il tuo mestiere].

2 Grande il suc­cesso del traf­fico da mobile che ormai è pari al 51% del totale.

E sono in effetti pro­prio I social net­work, i motori di ricerca e la cre­scita sul mobile ad aver cam­biato le fonti del nostro traf­fico. La fine­stra su Repubblica.it, che è stata fon­da­men­tale nel lan­cio di que­sta nostra testata, for­ni­sce oggi solo un terzo dei nostri accessi. 

Un terzo degli accessi — pari a circa 60mila utenti unici nel giorno medio — non sono esat­ta­mente bru­sco­lini. Anzi sono per l’esattezza la seconda fonte di traf­fico dopo i social [97% Face­book]. Un peso, quello di Repubblica.it, che va ben oltre le visite dirette e le visite da motori dei ricerca come mostra il gra­fico sottostante.

Gli accesi da mobile, secondo Audi­web, sono il 32%. Com­ples­si­va­mente la for­tis­sima dipen­denza da Repubblica.it e dai social indi­cano un basso tasso di fedeltà alla testata.

3 Que­sta ten­denza posi­tiva si riflette anche sui conti eco­no­mici. Chiu­de­remo il 2014 con un incre­mento dei ricavi del 19 per cento.

«L’Huffington Post Ita­lia» nel suo primo anno di vita ha rea­liz­zato meno di un milione di euro di ricavi ed altret­tanti di per­dite. Per l’esattezza 815mila euro di ricavi e 847mila euro di per­dite. Il 19% di cre­scita dei ricavi è pari a 154mila euro. A pre­scin­dere dal non tra­scu­ra­bile fatto che se le per­dite hanno seguito lo stesso anda­mento i conti della testata restano in rosso, sin­ce­ra­mente 154mila euro di fat­tu­rato pub­bli­ci­ta­rio in più non mi sem­brano un risul­tato stra­bi­liante per una testata con le ambi­zioni [ed il soste­gno] di cui gode — di Huf­f­Post Italia.

Batti, batti le manine…

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Pubblicato il 26 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Total Digital Audience News Media Italia

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web della total mobile e total digi­tal audience del mese di giu­gno 2014.

Abbiamo estra­po­lato gli utenti unici nel giorno medio per tutte le testate d’informazione ita­liane nazio­nali, o plu­ri­re­gio­nali, sia tra­di­zio­nali che pure players, rea­liz­zando l’infografica [in ordine alfa­be­tico] del totale degli utenti unici ed il det­ta­glio di quelli da PC e da mobile.

Se dai dati pub­bli­cati da Audi­web la frui­zione di inter­net da mobile [smart­phone e tablet] ha gene­rato il 58,5% del tempo totale speso online e, più in det­ta­glio, con 15 milioni di utenti unici nel giorno medio e 1 ora e 34 minuti di tempo speso per per­sona, l’accesso alla rete da device mobili supera l‘accesso da PC [12,9 milioni di utenti unici dai 2 anni in su, col­le­gati in media per 1 ora e 17 minuti], per i siti di news, tranne raris­sime ecce­zioni, come mostra la tabella sotto ripor­tata è esat­ta­mente il contrario.

Su un totale di 1 ora e 34 minuti da mobile, il tempo speso per le news rap­pre­senta una fra­zione estre­ma­mente ridotta, infi­ni­te­si­male. Inol­tre, sono solo tre le testate per le quali il tempo speso da mobile supera quello da PC.

Le news sono immo­bili, e non è sola­mente un pro­blema di device ma di tempo e livello di coinvolgimento/interesse.

Pubblicato il 25 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Lelio Simi, Alessio Cimarelli

Meno Panel più Workshop

Non passa giorno senza che non vi sia l’ennesimo con­ve­gno, la mil­le­sima mani­fe­sta­zione dedi­cata a discorsi tanto gene­rici quanto inu­tili sul futuro dell’editoria. Soloni i quali in un tempo nor­mal­mente ina­de­guato discu­tono di tutto e di nulla senza giun­gere a delle con­clu­sioni degne di nota, a volte a solo uso e con­sumo degli spon­sor dell’evento in questione.

Per que­sto, si vuole lan­ciare un appello: meno panel più work­shop, con­sa­pe­voli che le per­sone hanno — quando di buona volontà — voglia e biso­gno di stru­menti e sti­moli concreti.

È quello che abbiamo pro­vato a fare, anche, a Prato durante Digit 2014 con tre inter­venti, da parte di altret­tanti com­po­nenti del gruppo di lavoro che [against all odds] anima que­sti spazi con i con­tri­buti fat­tuali di Ales­sio Cima­relli, Lelio Simi e Pier Luca San­toro [aka il sottoscritto].

Di seguito le slide su Sen­sor Jour­na­lism, ovvero quando la tec­no­lo­gia ita­liana si tra­sforma in gior­na­li­smo di pre­ci­sione, Dalle Native Adver­ti­sing alla Mem­ber­ship: Stra­te­gie edi­to­riali per supe­rare la crisi della pub­bli­cità clas­sica e vivere felici [o almeno pro­varci] e dell’introduzione al rap­porto sul gior­na­li­smo digi­tale nel nostro Paese.

Pren­de­telo, anche, come un con­si­glio per i pros­simi eventi, se possiamo.

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